Impavidi veneti. imprese di coraggio e successo a nord est

11.04.2018

“Passione, sudore, fame. E poi divertimento, felicità, riscatto e rivincita. Uniti all’amore per la propria terra, alla curiosità instancabile, alla leggerezza del rischio, all’umiltà di chi tanto fa e tanto sbaglia. C’è un filo rosso che tiene unite le pagine che state per leggere: si tratta della dimensione umana. Ritratti vividi più che interviste; faccia a faccia con il cuore in mano, non interventi da convegno.”

Con queste parole Luca Barbieri, giornalista esperto di innovazione e accelerazione di sistemi editoriali, introduce il suo commento al libro “Impavidi veneti. Imprese di coraggio e successo a Nord Est”, frutto della collaborazione tra Giampietro Bizzotto e Gianpaolo Pezzato. L’opera si pone a coronamento di un dedicato lavoro di ricerca che i due autori hanno compiuto e che hanno presentato nel corso di un convegno organizzato dalla Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank. Il libro racconta le storie professionali e personali di quattordici imprenditori di successo, tra uomini e donne, del nostro territorio, spogliando i loro percorsi dai veli della formalità e ricercandone l’essenza più autentica, fatta di successo ma anche di fatica, sacrificio e momenti di difficoltà. 

Nella prefazione, Barbieri afferma che il libro è indirizzato in particolare ai giovani, per far capire loro quanto il futuro che li attende sia nelle loro mani, e aggiunge “Per questo, il lavoro di Giampietro Bizzotto e Gianpaolo Pezzato, che con questo libro, e con le videointerviste da cui nasce, mettono a disposizione del territorio una vita di relazioni e conoscenza del settore, può essere considerato il primo tassello di un’opera di narrazione verace che deve dare la scossa a un processo che, qui a Nord Est, ancora si fatica a vedere: la trasmissione dello spirito imprenditoriale che ha reso ricca questa terra. In una simbolica staffetta generazionale tutta da ricostruire, infatti, Impavidi veneti è il “testimone” ideale: quell’oggetto che l’atleta che ha finito la sua corsa consegna all’atleta successivo perché metta tutta l’energia che serve allo sprint finale. Un testimone che andrebbe raccolto innanzitutto dal mondo della scuola, per ricucire quel tessuto sociale sfilacciato che ora divide protagonisti – giovani e meno giovani – di questo territorio”.